Il condottiero Raimondo Montecuccoli nasce il 21 febbraio 1609, nel Castello di Montecuccolo, da Galeotto Montecuccoli ed Anna Bigi, damigella alla corte degli Este a Ferrara.

Raimondo vivrà nel castello fino al 1916, anno in cui tutta la famiglia si trasferisce per seguire il padre, divenuto governatore di Brescello, nella provincia reggiana.

Tre anni più tardi il padre Galeotto muore, la famiglia torna a Modena e Raimondo, insieme al fratello Massimiliano, viene accolto come paggio nella famiglia di Alessandro d’Este, vescovo di Reggio. Qui riceve ottime cure, una buona educazione e l’avviamento alla vita ecclesiastica. Nel 1624 muore improvvisamente Alessandro D’Este e Raimondo, affascinato dalla vita militare e dalla figura di Rambaldo da Collalto, decide di abbandonare la vita ecclesiastica e partire con quest’ultimo per l’Austria, accettandole condizioni imposte dal suddetto generale, ovvero nessun privilegio, nessun salto di grado, sebbene la sua posizione gli riconoscesse il grado di alfiere. Inizia così la sua carriera come semplice soldato, a servizio dell’imperatore d’Austria.

Nel 1657, all’età di 48 anni, Montecuccoli sposa Margarethe Dietrichstein, una giovane donna di 18 anni, cresciuta nella corte austriaca. Nonostante la coppia nasca sotto la spinta dello stesso imperatore d’Austria, questo matrimonio è da tutti definito un legame d’amore.

Anche se impegnato dall’assidua attività militare, Raimondo dedica allo studio tutti i periodi di tregua e di riposo. Studia e scrive giorno e notte durante la prigionia. Dopo la famosissima battaglia della Raab, del 1664, nella quale le truppe guidate da Montecuccoli riusciranno, grazie all’astuzia del loro generale, a sconfiggere l’esercito ottomano tre volte più numeroso, scrive la sua opera più conosciuta “Della guerra contro il turco”.

Nel 1676 perde la sua amata consorte, che gli ha dato quattro figli: Luigia, Carlotta, Cristina e Leopoldo.  Per scappare alla peste va a Praga, poi a Linz dove muore nel 1680, a 71 anni. Viene sepolto a Vienna nella Chiesa dei Gesuiti.

 
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